Storia dell'Arte tra Simbolo e Mito

Letteratura Artistica: Storia dell'Arte, Critica ed Estetica

Giorgio Vasari - Le Vite

Sviluppo della Storia dell'Arte:

prima parte - Definizione della Disciplina, Medioevo e Umanesimo
seconda parte - La Letteratura Artistica dal Rinascimento all'Illuminismo
terza parte - La Storia dell'Arte tra Ottocento e Novecento


Storia della Critica d'Arte


Arte e Estetica

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prima parte - Definizione della Disciplina, Medioevo e Umanesimo

 

La Storia dell'Arte come disciplina autonoma nasce nel XIX secolo.

Essa risponde all'esigenza di ordinare le varie manifestazioni visive secondo norme classificatorie simili a quelle utilizzate per le scienze naturali.

Si formularono pertanto delle gerarchie di valori (tra maestro e allievi, tra prototipi e opere derivate, tra le tecniche utilizzate) ricorrendo a un lessico polivalente nei significati.

Fin da subito, infatti, la terminologia artistica si caratterizzò per una sostanziale ambiguità semantica, che ha le sue origini nella letteratura artistica cinquecentesca, la quale mutuava i suoi termini dalla retorica e dalla letteratura, allo scopo di evidenziare il valore intellettuale dell'attività artistica, a discapito della tecnica.

La Storia dell'Arte si pose fin da allora come fine l'analisi delle motivazioni, dei significati, delle forme e delle funzioni della produzione artistica, determinando una consapevolezza storica delle esperienze visive e delle percezioni del mondo espresse attraverso il linguaggio delle forme.

In realtà dovremmo parlare di Storie dell'Arte poiché i criteri di valutazione dell'opera d'arte e le terminologie adottate sono molteplici e spesso contrastanti, anche nello stesso periodo storico.

Un aspetto che può accomunare le varie storiografie artistiche è la loro sostanziale estraneità alla preoccupazione di definire in modo assoluto i concetti di "bellezza" e di "arte", di cui si occupa principalmente l'Estetica, privilegiando l'indagine dei vari criteri di identificazione di tali concetti.

Un rapporto conflittuale legherà dall'Ottocento in poi la disciplina della Storia dell'Arte alla Critica d'Arte, la quale era genere autonomo già dal XVIII secolo.

Il critico d'arte si contrappone allo storico per esplicito giudizio che egli dà dell'opera d'arte e per la sua influenza sul pubblico e sulla produzione contemporanea.

Tuttavia, ogni Storia dell'Arte è anch'essa critica poiché opera secondo specifici criteri di valutazione e scelte di metodo.

Anche se la Storia dell'Arte si concretizza nell'Ottocento, possiamo trovare esempi di letteratura artistica già a partire dal Medioevo. Qui di seguito e nelle due parti che seguono troverai una breve storia della letteratura artistica dal Medioevo al XX secolo.

 

PRIMA DELLA STORIA DELL'ARTE: IL MEDIOEVO, TRA ESTETICA E TRATTATI TECNICI


Tra l'VIII e il IX secolo sono rintracciabili alcuni documenti in cui viene tentata una lettura critica di manufatti artistici, sotto l'influenza della "rinascita carolingia" della letteratura classica.

Suger de Saint Denis

E' però solo nell'XI secolo che appaiono documenti contenenti descrizioni e giudizi di opere d'arte (sono soprattutto lettere,cronache e sermoni).

In tutti questi scritti troviamo descrizioni delle opere custodite nelle chiese, spesso trattate come curiosità locali.

Altre opere offrono una visione più elaborata, come per esempio quella dell'abate Suger, che nel XII secolo restaurò St. Denis, ponendo le basi del gotico francese.

Suger de Saint Denis Egli vide nell'uso dell'oro e delle gemme negli oggetti di culto e delle vetrate nell'architettura il tentativo di imitare la Gerusalemme Celeste e di esaltare la gloria di Dio attraverso la Luce.

Ai suoi scritti, l'espressione più alta della critica d'arte medievale, si contrappongono quelli di S. Bernardo di Chiaravalle, il quale vanamente si oppose all'uso di un'arte sontuosa nei chiostri, vedendola come disturbo alla meditazione.

pagina del Livre de Portraiture di Villard de Honnecourt

Fra XII e XIII secolo si assiste alla lenta emancipazione degli artisti che, come ausilio all'organizzazione del lavoro artistico, cominciano a redigere ricettari o trattati tecnici.

Tra questi il più famoso è "Le Livre de Portraiture" di Villard de Honnecourt, architetto originario della Piccardia.

Si tratta di un album di schizzi con alcune didascalie, riguardanti tecniche architettoniche, canoni proporzionali per la costruzione della figura umana, degli animali e delle piante.

pagina del Livre de Portraiture di Villard de Honnecourt Tuttavia la speculazione sull'arte resta appannaggio degli ecclesiastici, come testimoniano le considerazioni sul "bello" di S. Tommaso d'Aquino.

Alla fine del XIII secolo e nel XIV secolo i letterati toscani si imposero per la loro nuova visione anche delle arti figurative: Dante e Petrarca dedicano versi elogiativi ai pittori loro contemporanei.

San Tommaso d'Aquino

Nel suo "Liber de origine civitatis Florentiae et eiusdem famosis civibus", Filippo Villani include tra le vite degli uomini illustri fiorentini anche biografie di pittori, considerando esplicitamente l'attività del pittore superiore a quella dei maestri delle arti liberali.

Tutti questi documenti, pur essendo eterogenei, si riveleranno fondamentali per lo sviluppo della Storia dell'Arte tra Ottocento e Novecento.

San Tommaso d'Aquino  

PRIMA DELLA STORIA DELL'ARTE: IL QUATTROCENTO, DAL RICETTARIO ALLA TEORIA ARTISTICA


Nella prima metà del Quattrocento appaiono tre trattati di artisti riflettenti esperienze e culture molto diverse tra loro.
Il più antico è il "Libro dell'arte" di Cennino Cennini, compilato nei primi decenni del secolo.

Esso si può considerare contemporaneamente l'ultimo ricettario medievale e il primo trattato in cui si rivendica pari dignità per l'arte rispetto alla poesia e in cui si utilizzano alcuni concetti fondamentali per la critica d'arte rinascimentale, quali "stile moderno", "maniera" e "fantasia", quest'ultima intesa come idea progettuale, e che verranno costantemente analizzati dai diversi indirizzi della Storia dell’Arte.

Tra il 1445 e il 1455 Lorenzo Ghiberti scrive i suoi "Commentarii".

In essi l'artista, organizzando il materiale in maniera organica, unisce la teoria delle ricerche sull'ottica e sulle proporzioni alla storia delle vite degli artisti.

Leon Battista Alberti - Autoritratto

Questa impostazione diverrà un modello fondamentale per Vasari, tanto che Ghiberti venne in seguito considerato il fondatore della storiografia artistica.

Il "De pictura" di Leon Battista Alberti, pur essendo stato redatto il latino nel 1435 e in volgare nel 1436, non conobbe subitanea diffusione tra i contemporanei, pur essendo considerato in seguito fondamentale per l'alto contributo intellettuale alla futura critica d'arte.

Leon Battista Alberti - Autoritratto

In questo trattato Alberti pose come fondamento della pittura la teoria e l'intelletto.

Collegandosi alla rinascita umanistica della retorica, il pittore albertiano si pone sullo stesso piano del retore ciceroniano, ponendo come suoi scopi "piacere, commuovere e convincere", attraverso la "ri-creazione" della natura.

Nel suo successivo trattato, "De re aedificatoria" (terminato nel 1452 ma pubblicato postumo nel 1452), Alberti intende la funzione scientifica dell'architettura come creazione di spazi confortevoli al servizio dell'uomo, avvicinandosi al neoplatonico Marsilio Ficino.

Questi sviluppo una teoria estetica che influenzò la teoria artistica cinquecentesca, come ad esempio gli scritti di Michelangelo e di Lomazzo.

Leonardo da Vinci - Autoritratto

Anche l'opera teorica di Leonardo da Vinci deve molto alle formulazioni di Alberti e Ficino.

Per Leonardo, che sembra attuare l'"uomo universale" auspicato dall'Alberti, la pittura è conoscenza, filosofia, scienza, discorso mentale.

Le sue idee non ebbero però seguito per molto tempo poiché il suo "Trattato della pittura" venne pubblicato per la prima volta solo nel Seicento in Francia, in una redazione non originale.

Leonardo da Vinci - Autoritratto  
(Testo di Antonietta Zanatta)
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